Voglio partorire uno squalo

Quando non è impegnata con i suoi progetti artistici tra Regno Unito e il Paese natale, la 32enne giapponese Ai Hasegawa riflette su ciò a cui pensano più o meno tutte le donne della sua età: l’implacabile ticchettio dell’orologio biologico.

Ai Hasegawa è una buona forchetta, soprattutto quando si tratta di carne, ma la coscienza le impedisce di abbandonarsi completamente al suo colpevole piacere alimentare. Stuzzicata dal suo istinto materno e preoccupata per le sorti di molte specie animali in via d’estinzione, ha così avuto l’idea di unire “l’utile al dilettevole”: perché non portare in grembo un animale? Non appena sono venuto a conoscenza del suo progetto, mosso da un certo scetticismo ho deciso di intervistarla per sapere se c’è la possibilità che un’idea del genere arrivi fin da questa parte del mondo, così come hanno fatto i robot ballerini, gli occhiali 3D dimagranti e tante altre strane innovazioni giapponesi.

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VICE: Allora Ai, da dove è nata l’idea di portare in grembo uno squalo?
Ai Hasegawa: Ho 32 anni, il momento in cui ogni donna si trova a riflettere sulla maternità. Ma crescere un figlio non è per niente facile, bisogna potergli offrire una vita felice. Credo che “avere voglia di un bambino” non sia una giustificazione sufficiente per decidere di farne uno.

È già qualcosa, diciamo.
Sì, ma di fronte alla prospettiva di una crisi alimentare, come sarà possibile nutrire nuovi esseri umani? Eppure sento di volere dare vita a una creatura, non voglio buttare al vento anni e anni di mestruazioni dolorose. In più, apprezzo il buon cibo…

Portare dentro di sé il feto di un’altra specie è possibile, dal punto di vista ‘tecnico’?
In un futuro prossimo sì, lo sarà. L’utero offre uno spazio adatto a un feto d’uomo, ma un ginecologo mi ha parlato di tecniche che permetterebbero di ingrandirlo. Potremmo utilizzare il nostro utero come un acquario/incubatrice.

Non ci sono problemi di compatibilità tra la placenta dell’uomo e quella di uno squalo?!
La placenta ha una parte fetale, e ciò significa che non si andrebbe a modificare il DNA umano. In teoria, dovrebbe essere possibile creare una placenta “delfinumana” o “squalumana” semplicemente intervenendo sul DNA dell’animale. Sono ancora impegnata nelle ricerche, ma lo squalo sembra essere la soluzione più realistica. E risponde a tutti i miei criteri di base, perché si tratta di una specie in via d’estinzione, vive quasi quanto l’uomo, e soprattutto, è delizioso.

Credi che le donne accetterebbero una cosa del genere?
Per portare il feto di uno squalo nel proprio utero bisogna interrompere le mestruazioni. Ma le procedure di questo tipo hanno effetti piuttosto sgradevoli. Credo che il profilo ideale sarebbe il seguente: donne ricche, nubili e in menopausa.

E quali sarebbero i vantaggi di questa operazione?
Non abbiamo bisogno di altri esseri umani, ce ne sono già troppi. Si tratta principalmente di contribuire alla salvaguardia di specie in via d’estinzione.

E, se ho ben capito, comporterebbe anche fonti di sostentamento in più.
Esatto! E il senso di colpa che si prova nel mangiare un animale scomparirebbe. In più, costa meno che crescere un bambino, ci sono meno responsabilità. 

Secondo te quale sarebbe l’animale più pericoloso da portare in grembo?
L’elefante, vista la sua taglia.

E quello che preferiresti?
Il più semplice sarebbe uno scimpanzé, perché il loro DNA è molto simile al nostro. Ma non mi interessa, perché non mangio carne di scimmia. Personalmente mi piacerebbe un delfino di Maui. Sono piccolini, e molto intelligenti, potremmo comunicare e sono certa mi affezionerei senza problemi. Sogno di poter nuotare con loro in mare aperto. E la carne di delfino mi fa impazzire, ma ogni volta che me la trovo nel piatto mi sento in colpa. È una specie in via d’estinzione.

Ah, pensavo avresti detto uno squalo.
Gli squali mi piacciono, sono intelligenti quasi quanto i delfini. Il mio preferito è lo squalo zebra. Sono grandi, pacifici e hanno un muso adorabile, sarebbe come avere un cagnolino.

Pensi che la gente accetterebbe l’idea di mangiare degli animali partoriti da una donna?
Be’, ci sono molti animali che mangiano i propri figli. Il vitello è il piccolo della mucca, e noi lo mangiamo. Si uccidono un sacco di uomini, talvolta li si mangia perfino, eppure anche loro sono stati partoriti da una donna. Non vedo dove stia il problema.

Credi che questi animali sarebbero anche più buoni?
Immagino bisognerebbe inserirli in natura, una volta nati, affinché possano acquisire il sapore per cui li conosciamo.

Quindi mangeresti il tuo delfino-figlio?
Una volta morto, sì. Potrei collegargli un GPS per seguire i suoi spostamenti, e una volta che finirà sui banchi del mercato, andrei a comprarlo per mangiarlo. In quel modo lo accoglierei di nuovo nel mio corpo. 
 

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