In difesa di Nicolas Cage, l’attore più sottovalutato e incompreso di tutta Hollywood

È il volto di un uomo con un taglio di capelli orrendo e che non sa recitare? O è la faccia di un precursore… con un taglio di capelli orrendo? Foto via Flickr/

The Conmunity

Per me era davvero facile non pensare a Nicolas Cage quando si parlava di bravi attori. Oltre al suo ruolo ne Il ladro di orchidee, che avevo molto apprezzato, è sempre stato il tizio strambo che faceva film d’azione moderatamente gradevoli.

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Ho iniziato a rendermi conto dell’indiscussa genialità di Cage solo due anni fa, durante la proiezione de Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans al Toronto Film Festival. In effetti, la sua interpretazione di Harveu Keitel nel remake del Cattivo Tenente va ben oltre lo “strano“—come quando, in preda alle allucinazioni, vede lucertole e fantasmi danzanti—perché per quanto stravagante era effettivamente più realistica di quella di Keitel.

Da allora, non solo ho scoperto il puro genio di film come Stress da vampiro e Omicidio in diretta, ma ho anche rivalutato cose come Face/Off, Fuori in 60 secondi e 8mm.

Di conseguenza, potrete immaginare la mia felicità quando sono venuto a conoscenza dell’uscita di un libro su Cage, National Treasure: Nicolas Cage. Nel libro, Lindsay Gibb ha passato in rassegna circa 70 suoi film per poi costruire una lunga difesa del genio di Cage, spiegando che in realtà si tratta di un attore sperimentale, che vede tutti questi ruoli—persino nei film rivelatisi veri e propri flop—come opportunità per superare i confini dell’arte della recitazione. Ho deciso di farle qualche domanda.

VICE: Cosa ti ha spinto a guardare tutti i film di Nic Cage e a scrivere un libro su di lui?
Lindsay Gibb:
Mi piace il suo lavoro, anche se non mi definirei una fan sfegatata. Mi era capitato di vedere qualche suo film, e non mi dispiaceva. Poi però parlando con altri sentivo sempre che lo criticavano—dicevano che come attore non vale granché, e che tutti i suoi film fanno schifo, cose del genere. Così mi sono messa a difenderlo, perché avevo visto un sacco di film in cui recitava bene. Dopo la retrospettiva sui suoi film al TIFF mi sono convinta ancora di più. Da lì ho iniziato a creare il mio “Nicolas Cage club”, e una volta al mese radunavo un gruppetto di amici e ci guardavamo un suo film. Lo facciamo da tre anni, ma quando ho pensato al libro, avevamo iniziato solo da solo un anno.

Ma ora hai visto tutti i suoi film, no?
Quando ho iniziato a scrivere il libro l’ho subito messo in chiaro, “Mi spiace ragazzi, ho iniziato a guardarne qualcuno senza di voi.” Ho visto praticamente tutto, tranne i suoi film più recenti. Non ho ancora visto Left Behind.

Ci sono film difficili da reperire?
Con Cara, insopportabile Tess ho fatto fatica. Anche Zandalee non è stato facile da trovare.

Qual è la convinzione più errata su Nic Cage?
Penso che il pregiudizio peggiore è che non sia in grado di recitare. È questa la critica che riceve più spesso.

Perché ha una cattiva reputazione come attore?
È un caratterista, un caratterista che ha avuto molto successo. Fosse stato qualcun altro, sarebbe semplicemente quell’attore in cui continui a imbatterti e che ti va a genio. Ma siccome è uno degli attori più quotati, la gente si aspetta un certo tipo di attore, o qualcuno che ha fatto carriera impersonando sempre uno stesso ruolo. Proprio perché ha fatto così tante cose diverse, è difficile definirlo.

Tu che idea ti sei fatta su di lui? Cosa dice il libro?
Nel libro ho cercato di parlare sia del suo stile di recitazione sia delle sue scelte. Queste sono le cose che gli vengono criticate maggiormente—che quando sceglie di fare un film sia solo per pagare le tasse in arretrato. Mentre secondo me dietro ci sono delle scelte ben precise e che non hanno a che fare coi soldi. Lui prova sempre cose diverse, interpreta ruoli sempre nuovi, sperimenta. Come ha fatto ne L’apprendista stregone—è una specie di film di fantascienza per bambini, e l’ha fatto perché ha un figlio piccolo.

Tu ne parli essenzialmente come se fosse un attore sperimentale.
Penso che la sua performance vada al di là della semplice recitazione. Lui guarda ai suoi ruoli come a una forma d’arte, li osserva come fosse un pittore, un ballerino. E prova a mettere quel qualcosa in più nel suo lavoro.

E nel contesto di Hollywood è una cosa interessante.
Sì, lui ha fatto molti film hollywoodiani. Molti lo concepiscono come un vero attore solo in rapporto alle produzioni minori, indipendenti. Come Joe. In pochi sanno di Joe, ma tutti quelli che vedono il film dicono: “Oh, ma quindi Nicolas Cage sa recitare.” Ma è solo in cose di questo genere che la gente è disposta ad accettare il fatto che sia un bravo attore.

Cos’hai provato nel passare così tanto tempo su Nicolas Cage?
Mi preoccupava un po’ affrontare una cosa del genere, perché in passato mi è capitato di scrivere di cose che mi piacevano altrettanto, e il risultato è che dopo averne scritto finivo per odiarle—dopo che ci investi del tempo, diventa un lavoro e smette di essere una cosa piacevole. Ero preoccupata, non volevo che succedesse lo stesso. Ma penso che pormi una domanda come “Perché fa così e cosa vuole comunicare interpretando questo ruolo?” mi abbia avvicinato ancora di più a lui come attore. Tant’è che il “Nicolas Cage club” esiste ancora. Stress da vampiro e Cuore selvaggio sono ancora due dei miei film preferiti.

Quali sono alcuni dei film borderline e inguardabili di Nic Cage che ti sei sforzata di vedere?
In genere, credo che sia bravo perfino nei film brutti. Ce ne sono un paio che non mi piacciono per niente, come L’ultimo dei templari. Poteva essere interessante, il cast era valido. Ma il risultato finale è deludente.

In queste situazioni, metti mai in discussione le tue stesse teorie?
Sì, in quei casi sono dispiaciuta. Ma penso che sul totale ci siano stati solo uno, due film, forse quattro al massimo, davvero terribili. Di solito Cage riesce a fare qualcosa di interessante anche in un film brutto.

Be’, è un buon risultato.
Su 70 film, direi di sì.

Io ho iniziato a rivalutarlo dopo aver visto Cattivo tenente. Solo allora ho ripreso i suoi vecchi film e ho cercato di capirlo. Parlando con te mi pare di capire che i suoi film possano essere guardati più e più volte semplicemene per quello che ci mette lui, in quanto attore.
I film che ho dovuto guardare di più sono stati Il ladro di orchidee e Face/Off, perché volevo fare un confronto, dal momento che Cage interpreta doppi ruoli in entrambi i film. Non sapevo come mi sarei sentita nel guardare di nuovo Face/Off , dato che non è per i film d’azione che mi sono avvicinata a lui. Mi ritrovo meglio nei suoi ruoli più stravaganti.

Qual è la tua scena preferita di Nicolas Cage?
Per la festa di lancio del libro ho cercato di fare un collage di un po’ di scene, e l’impressione era che le mie scene preferite fossero quelle che, per essere comprese, richiedevano tutta la visione del film.

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